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“C’è qualcosa di lontano in me, in questo momento. Sto sulla terrazza della mia vita ma non si tratta esattamente di questa vita. Mi trovo sopra la vita e dal mio punto di osservazione la osservo. Essa si estende sotto il mio sguardo, in terrazzi e declivi, come un paesaggio diverso, fino al fumo delle case bianche dei borghi della vallata. Chiudendo gli occhi continuo a vedere, proprio perché non guardo. Se li apro non vedo più niente, perché non vedevo. Mi sento tutto una nostalgia vaga, non del passato o del futuro, ma una nostalgia del presente, anonima, prolissa e incompresa”.

(Pessoa, 1986)

Da tre settimane o poco più le nostre abitudini di vita sono state sconvolte.

Non andiamo più a lavoro (o lo facciamo da casa e rischiamo di lavorare tutto il giorno), non usciamo più con gli amici, quando andiamo a fare la spesa corriamo con guanti e mascherina come se qualcuno ci stesse inseguendo.

Non andiamo più in palestra.

E’ questo il momento… quando il quotidiano ci viene strappato via, quando la libertà ci viene negata.

Il momento in cui avvertiamo la nostalgia di tutte quelle attività che sono vitali per noi, come l’allenamento.

Nostalgia di preparare il borsone, di sentire il tatami sotto ai piedi, di infilare i guantoni, di afferrare il kimono, di tirare calci e rotolare a terra.

Nostalgia dei compagni.

Nostalgia della stanchezza a fine allenamento.

Kickboxing Bambini

Perfino nostalgia della puzza di protezioni e di kimoni sudati!

La nostalgia è un’emozione paradossalmente caratterizzata sia da un senso di tristezza per la lontananza da persone o luoghi in un passato che vorremmo rivivere sia da un senso di felicità nel ripensare a quelle persone e a quei luoghi in cui abbiamo trascorso momenti gioiosi.

Della nostalgia abbiamo bisogno come dell’ossigeno.

Ci porta nel limbo della memoria, del ricordo, di un passato che ritorna.

Probabilmente mai come in questo momento stiamo apprezzando il valore di questo sentimento.

Chiudiamo gli occhi e sentiamo il caos di un palazzetto, la frequenza cardiaca durante la lotta, il sudore che brucia negli occhi durante lo sparring.

Bartolo Telesca Kickboxing

Questo è il momento di coltivare il desiderio di tornare ad allenarci.

La nostalgia profuma di vita autentica.

Un antibiotico naturale contro il senso di smarrimento che stiamo provando.

E’ una risorsa esistenziale, in senso positivo e protettivo.

Ha la funzione di sostenere e rinforzare l’attribuzione di senso alla vita, quando questo viene minato dall’incertezza del futuro.

Funziona come spinta verso la ricerca di un maggiore contatto sociale perché aumenta il desiderio dei rapporti interpersonali.

La nostalgia dunque non va sprecata: è un sentimento dolce e vitale e non ha nulla a che vedere con il rimpianto.

Non si vive di soli ricordi, ma non si può rinunciare a uno stato dell’animo.

Ci restituisce persone, luoghi, profumi (o puzze, che dir si voglia!) e ci distacca dall’ansia frenetica dell’ora e subito.

Imparare a coltivare la nostalgia può aiutarci a mantenere una linea, una direzionalità nel caos, anche a fronte di momenti di vita potenzialmente stressanti, diventando una modalità di guardare al passato in modo integrativo, mettendo insieme quello che siamo stati e quello che siamo, navigando a vele spiegate verso quello che per noi ha senso essere..e saremo!

#andratuttobene

Alessandra Sprovera

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