Archivio Categoria: Arti Marziali

The Gathering 2019

The Gathering 2019 - Raduno Accademia
The Gathering 2019 - Il raduno delle arti marziali

Parafrasando Claudio Bisio, potremmo dire che “il nostro è uno sport senza un grosso giro d’affari, senza grandi allori, con poche donne (ma buone ndr). Quasi quasi non è neanche uno sport…”

Eppure, come consuetudine ormai, il nostro gruppo di artisti marziali si è svegliato presto.

Probabilmente avrà fatto una colazione veloce e si è preparata svogliatamente per ritrovarsi al collettivo raduno annuale dell’Accademia.

Il “GATHERING“, appunto, è l’occasione per riunirci e stare tutti insieme.

Tutte le sedi riunite: Potenza, Bella, Avigliano, Albano, Tito, Vietri, Picerno, Calvello.

Tutto lo staff, nella stessa giornata, a disposizione dei nostri atleti.

Il saluto da parte di Massimiliano Monaco, nelle vesti di moderatore, e poi tutti i tecnici dell’Accademia si sono alternati per dare il loro contributo ad una mattinata di allenamento “full immersion“.

Apre il raduno il mental coach Alessio Spataro, ex calciatore professionista, allenatore Uefa A e mental coach da 15 anni.

Laureato in scienze della comunicazione e ricevuta la Certificazione Internazionale di Coaching e PNL (Programmazione Neuro Linguistica) in Florida, ha praticato mental coaching con atleti e allenatori di diverse discipline sportive, sia individuali che di gruppo, sia tra i professionisti che dilettanti.

Alessio, che ha lavorato 8 anni con il Milan, poi responsabile e Mental Coach del settore giovanile dell’Empoli e della Reggina, ci ha illustrato nel suo intervento come la mente debba essere allenata alla pari di tutti i distretti corporei, per poter essere performanti non solo in gara, ma anche nella routine giornaliera.

Si sono alternati Gianni Befà, Eschilo Palmieri, Bartolo Telesca, Serena Lamastra, Alfredo Falconieri, Nicola Palermo, Giuseppe Liuzzi, Angelo Giordano, Mariarosaria Faruolo, Donatello Angerame e Victor Garaba, come un orologio svizzero, precisi, puntuali e meticolosi.

Tecniche, consigli, correzioni e prospettive condivise con tutti i presenti.
Il tutto documentato dalla nostra Daniela Pietrangeli, fotografa ufficiale dell’Accademia e dal nostro meraviglioso ufficio stampa, che oltre ai già citati Giuseppe e Mariarosaria consta di altri due elementi, Alessandra Sprovera e Lorenzo Amato.

Non tutti ovviamente hanno potuto prendervi parte: il nostro Giuliano Marzano, per esempio, era allo Sparring Day organizzato dal M. Biagio Tralli, in vista del suo prossimo match in programma per il 15 dicembre in Sicilia.

Non vi diremo quanto ci siamo divertiti, nè vi faremo numeri, domenica, eravamo davvero tanto felici e…tanti.

The Gathering 2019 - Donatello Angerame

#trainwithus

Genitori, figli e sport

i bambini e il brazilian jiu jitsu

Dalla metà degli anni ’90 la pratica di uno sport è stata inserita tra le attività quotidianamente svolte dai bambini.

Sono i genitori ad avviare i figli allo sport, con un approccio molto diverso: alcuni lo propongono come passatempo sano e educativo, altri si mettono nelle mani degli istruttori, altri ancora decidono di impegnarsi assieme a loro nella pratica dell’attività.

Bambini e arti marziali

Qualsiasi sia la motivazione che spinge un genitore ad iscrivere il proprio figlio in palestra, scegliere di fargli praticare uno sport, tanto più se agonistico, è probabilmente una delle decisioni più altruistiche e allo stesso coraggiose che egli possa prendere!

Significa accompagnarlo agli allenamenti a tutte le ore più giorni a settimana, anche nei giorni di festa.

Rientrare prima dalle vacanze o addirittura programmare queste ultime in funzione di allenamenti e competizioni.

Spendere soldi, anche per cose che sembrano del tutto futili.

Portarlo in trasferta e aspettare ore osservando uno sport che magari non piace nemmeno.

Vederlo stanco, che non ce la fa più, che non riesce a gestire compiti, catechismo, amici e impegni familiari.

Sentirlo lamentarsi perché stanco, piangere perché perde, intristirsi perché il maestro non è soddisfatto, innervosirsi perché il sabato sera gli amici escono e invece lui si prepara per la gara del giorno dopo.

I Bambini e le arti marziali

Voi genitori penserete che vostro figlio sta sbagliando tutto perché metterà lo sport prima di ogni cosa, perché una volta diventato più grande lascerà la fidanzata “perfetta” stanca di assecondarlo, perché probabilmente alla fine prenderà 108 invece che 110 e lode all’università, perché preferirà trascorrere fuori casa i weekend con la propria squadra anziché con voi.

Insomma, perderà di vista le priorità!(secondo voi).

Ma provate a fermarvi un attimo…

…e chiedetevi se il sorriso di un bambino che termina una partita alla PlayStation, è lo stesso di un atleta quando termina un allenamento.

Arti marziali e bambini

Se le amicizie che nascono nello spogliatoio sono profonde come quelle nate in chat.

Se la capacità di empatia verso il prossimo è uguale a quella di un’adolescente che trascorre la sua giornata chiuso in casa.

Se il senso di rispetto e di lealtà verso i compagni appreso durante un allenamento è il medesimo di chi per comunicare usa solo i social.

Se i vostri figli dopo una gara o dopo un allenamento vi sembreranno felici, impauriti, determinati, delusi, riconoscenti, soddisfatti vorrà dire che sono emozionati.

Vorrà dire che avrete fatto la scelta giusta!

La “Carta dei Diritti del Bambino nello Sport” dell’UNESCO dichiara che:

il bambino ha diritto di fare sport, giocare e divertirsi anche senza essere un campione professionista!

Miglioriamo la cultura dello sport a tutti i livelli, nelle famiglie, nei professionisti dello sport, nei mezzi di comunicazione e negli stessi piccoli atleti perché è dagli sport di squadra a quelli individuali, che i vostri figli troveranno delle ottime occasioni di divertimento e socializzazione, nonché delle vere e proprie scuole di vita, che insegneranno loro a conoscere ed avere cura del loro corpo, ad avere rispetto delle regole e degli altri.

Provate!

Giuseppe Lorusso – intervista ad un grande campione

Giuseppe Lorusso e Gianni Befà

“Volti Marziali” la rubrica dedicata agli uomini di sport, di cuore e tenacia.

Giuseppe Lorusso - maestro, atleta, campione ed esempio per tutta la comunità marziale lucana

“Credo che (lo sport da combattimento -ndr-) abbia un grande contenuto didattico, educativo, sportivo e sociale, quindi penso che il vantaggio di questo sport individuale (tra l’altro di grandissimo sacrificio e confronto fisico) è che rappresenta la metafora più grande della vita stessa.
Penso realmente che il percorso di un atleta fatto dalla A alla Z con in mezzo tutto quello che ci sta dal combattimento alla trasferta, alla condivisione, alla sconfitta, alla vittoria, sia paragonabile a tutto quello che ti può succedere nella vita”.

Giuseppe Lorusso

Parola di Giuseppe Lorusso, potentino, classe ’77, uno degli atleti lucani di spicco degli sport da combattimento degli anni ’90 che oggi risponde a qualche nostra curiosità.

Giuseppe, cosa ci racconti della tua vita sportiva?

Io ho sempre e da sempre praticato la kickboxing, sin da bambino.
Posso dire che “l’anno della svolta” nella mia vita sportiva è stato sicuramente il ’92, quando a 15 anni ho deciso di fare full contact e ho optato quindi per il contatto pieno abbandonando il semi contact e continuando ancora per poco a fare il light contact.

Giuseppe Lorusso - Campione Italiano Kickboxing pesi leggeri - FIKBMS / WAKO

Da lì in poi mi sono allenato sempre sotto la direzione del Maestro Gianni Befà e il supporto e l’ausilio di tanti compagni di avventura. Lo stesso Gianni all’epoca ancora aveva una “coda agonistica” e tanti amici che facevano in doppia anche il pugilato o qualcuno che veniva dal karate, come Giorgio Lancieri e tanti tanti altri della compagine del pugilato che per anni si sono allenati con noi del full contact.

Quali sono state le tappe della tua carriera agonistica?

Diciamo che ho partecipato a tutti i campionati in ordine di importanza, in quelle chiamate all’epoca “terza serie”, “seconda serie” e “prima serie” – quindi parliamo di un percorso da dilettante negli anni ’90.

Giuseppe Lorusso - volti marziali - campione di kickboxing

Dopo aver perso l’opportunità, non ancora maggiorenne, di andare a Kiev in Ucraina  (perdendo di misura con Mauro Marango), nel ’95 a 18 anni ho fatto le prime competizioni per la qualifica in nazionale e ho vinto tutte le selezioni. Quindi dall’anno dopo in poi sono entrato titolare nella nazionale nella categoria super leggeri dove ho rincontrato anche lo stesso Mauro Marango battendolo prima del limite per KO e prendendo definitivamente il suo posto nei super leggeri.

Volti Marziali - Giuseppe Lorusso - Campione di kickxboxing

Ho disputato il primo europeo a Belgrado. Ricordo che ero ancora militare ed ebbi il permesso per poter espatriare. Era il ’96, nel post-bellico mi ritrovai nel panorama depresso della ex Yugoslavia a competere sul ring internazionale con atleti provenienti da tutta Europa.

Ho guadagnato la medaglia di bronzo perdendo in finale con un grandissimo atleta kazako. Dopodiché ho partecipato al mondiale l’anno dopo ancora in Polonia ma non mi è andata così bene perché ho subito un infortunio e ho ingessato il ginocchio.

Nel ‘98 mi sono riqualificato in nazionale, ho ripetuto gli europei che questa volta si sono svolti in Germania, ho ripreso il bronzo perdendo con lo stesso atleta kazako, di grande stoffa.

Giuseppe Lorusso - Campione Italiano Pro Kickboxing - Pesi Leggeri

Successivamente ho vinto i Giochi del Mediterraneo, che si sono tenuti in Montenegro. A quel punto sono passato all’attività da professionista, vincendo il titolo e difendendolo in un paio di occasioni ma perdendolo poi contro Barigelli, un atleta emergente che conquistò con me il Titolo Italiano Pro.

In quegli anni facevo contemporaneamente strada nel pugilato. Sono arrivato secondo agli assoluti di pugilato di seconda serie. Ho partecipato anche ai mondiali in Austria con un’altra sigla perdendo con un inglese, ma quello è stato il mio ultimo incontro.

Nel 2002-2003 ho smesso di fare attività agonistica. Da lì in poi mi sono occupato di allenare gli altri.

Com’è stato passare dall’altra parte e dedicarti all’insegnamento degli sport da combattimento?

L’impegno come allenatore é stato altrettanto gratificante. Abbiamo fatto insieme ad altri amici attività di formazione e abbiamo portato avanti in nazionale atleti come Luigi Di Bello (che contemporaneamente aveva fatto un po’ di strada nel pugilato), Donato Verrastro (che pure ha partecipato ai Giochi del Mediterraneo arrivando secondo e ha fatto un mondiale dilettantistico), Francesco Margiotta (che è arrivato secondo ai mondiali di Coimbra). E poi altri come Alfonso Guerriero, Luigi Marsico (che hanno ottenuto ottimi risultati a livello nazionale), Angelo Pace (che mi ha accompagnato nel percorso agonistico nella categoria dei leggeri e proprio con lui abbiamo iniziato a formare altri atleti come Romeo Pace e tanti altri personaggi che hanno fatto grande attività agonistica).

Altra parentesi interessante è quella con l’Amico (con la A maiuscola eh!) Massimiliano Monaco con cui siamo partiti da lontano, sin da bambini, quando lui ha fatto scuola con me dal Maestro Gianni Befà ma ha poi intrapreso dopo diversi anni un’altra strada verso il kung fu, le arti marziali in generale e fatto esperienze in Cina.

Poi ci siamo ritrovati quando per impegni lavorativi io ho mollato le redini dell’attività didattica e lui ha, in maniera assolutamente grintosa e virtuosa, portato avanti il lavoro con grandi risultati, innalzando il numero e la qualità degli atleti grazie alle sue metodiche in un momento in cui lo sport da combattimento si è evoluto.

Oggi può vantare una grande squadra con cui io collaboro come tecnico, in poche occasioni sono al loro angolo, li affianco in qualità di organizzatore e apporto così il mio contributo.

Ma quel che conta davvero è che sono anche uno spettatore!

Il parteire degli atleti è enorme, ci sono ragazzi dai 13 ai 19 anni che stanno gettando le basi per un agonismo molto molto interessante, sia dal lato femminile che dal lato maschile, e anche ragazzi un po’ più adulti che già hanno espresso la propria forza in competizioni internazionali.

Gianni Befà premia Giuseppe Lorusso per il suo percorso d'eccellenza nella kickboxing al Potenza Combat Event 2019

Tra i nomi di spicco mi viene in mente il Colucci, figlio d’arte: il padre Vito ha fatto anni di pugilato e di kickboxing durante il periodo del mio agonismo, é veramente un talento ed è sicuramente uno degli atleti più promettenti della scuderia (ma ovviamente c’è da vedere come vanno avanti le cose tra il mondo della scuola e il mondo futuro del lavoro). Poi mi viene in mente Victor Garaba, eclettico atleta, capace sia di combattere sul ring che dentro a una gabbia grazie agli insegnamenti di Massimiliano che spaziano dalla kick al pugilato al Brazilian Jiu Jitsu, è anche arbitro internazionale. Quindi ha un grande bagaglio di esperienza e conoscenze che ha messo a disposizione dell’Accademia e dietro di lui e con lui ci sono altri nomi di spicco come Serena Lamastra, Bartolo Telesca, Alfredo Falconieri.

Come vedi oggi gli sport da combattimento rispetto a quando tu hai iniziato a praticarli?

Vedo gli sport da combattimento come uno sport in crescita e questo lo si vede nell’esplosione di questi ultimi anni.

Spero che i miei figli vorranno appassionarsi di questo sport perché credo che abbia un grande contenuto didattico, educativo, sportivo e sociale, quindi penso che il vantaggio di questo sport individuale (tra l’altro di grandissimo sacrificio e confronto fisico) è che rappresenta la metafora più grande della vita stessa.

Penso che realmente il percorso di atleta fatto dalla A alla Z, con in mezzo tutto quello che ci sta dal combattimento alla trasferta alla condivisione alla sconfitta alla vittoria sia paragonabile a tutto quello che ti può succedere nella vita stessa.

L’atteggiamento sportivo che ti può insegnare uno sport individuale e meglio ancora uno sport da combattimento é un atteggiamento positivo e combattivo. Oggi si sono mischiati gli stili delle arti marziali, in maniera vantaggiosa per chi li pratica perché in un contesto di tradizione e di rigore c’è la modernità dei nuovi sport da combattimento la fantasia e l’estro che ti consentono di mettere quel di più che fa la differenza tra un campione e un appassionato. 

Giuseppe Lorusso al Potenza Combat Event 2019

Ringraziamo il M° Giuseppe Lorusso per tutto quello che ha fatto per gli sport da combattimento in Italia e soprattutto in Basilicata. Grazie per l’impegno e la condivisione.

Fight is our life.

The Gathering 2019

Il raduno annuale dell’Accademia: kickboxing, MMA & BJJ

Finalmente ci siamo.

The Gathering 2019 - Kickboxing, MMA, Brazilian Jiu Jitsu

Tra gli eventi più attesi del 2019.

Il “Gathering” è il raduno annuale della nostra Accademia.

Un momento d’incontro per tutti gli atleti, sostenitori, appassionati, amatori ed agonisti di tutte le sedi dell’Accademia.

The Gathering - Il raduno Annuale dell'Accademia delle Arti Marizali

Un allenamento GRATUITO per conoscerci, divertirci e condividere la nostra grande passione per le arti marziali e gli sport da combattimento.

Sarà un allenamento misto, ti consigliamo quindi di portare tutto il necessario (protezioni, divisa no-gi/grappling, ecc.).

Domenica 1 dicembre, Palestra Luigi La Vista – dalle 9:30 alle 12:30

(Porta anche la maglietta dell’Accademia, non te ne dimenticare 😉 )

Come arrivarci: https://goo.gl/maps/Rzjukrtj2QRgi9vbA

Non puoi mancare. Iscriviti ora! E’ gratis!

ISCRIZIONI CHIUSE

Grazie ai nostri sponsor

Sponsor dell'Accademia delle Arti Marziali

OUT NOW! T-Shirt 2019 – GRATIS!

Maglietta Sponsor 2019 - Cantine Giorni - Barrus - Svamoda - Taverna Ludwig

Finalmente ci siamo!

Maglietta Sponsor 2019 - Cantine Giorni - Barrus - Svamoda - Taverna Ludwig

Fuori la nuova maglietta marchiata Accademia delle Arti Marziali e Sport da Combattimento firmata dai nostri Sponsor!

NON LASCIARTELA SFUGGIRE!
I pezzi sono limitati!

Prenotala compilando il form d’iscrizione qui sotto:



"Sì, certamente!""No, non mi sento ancora degno.""No, non ho ancora derubato mia nonna ma lo farò presto""No, non mi tessererò mai e sono pronto a fare sparring con Max senza protezioni."

Non aspettare...

DIVENTA SOCIO, ISCRIVITI ORA!


No

Grazie ai nostri main sponsor

Comfort Zone. Fear Zone. Learning Zone. Growth Zone.

Comfort Zone

Come lo studio delle arti marziali aiuta nella crescita personale.

La figlia della mia amica aveva quasi un anno. Ormai le sue gambine erano forti e si teneva bene in piedi, dava anche dei passi decisi. Purchè stringesse (inutilmente) il dito di qualcuno che la accompagnasse, non importa se la mamma, la sorella, la zia, io. E a metà tra il divertito e l’incredulo continuavo a dirle “ma perchè hai paura? a cosa ti serve questo dito, non vedi che stai camminando da sola?”. Un giorno, poi, deve aver osato. E adesso, per la gioia di mamma e papà, si aggira autonoma e indisturbata in ogni angolo della casa. E’ cresciuta, diremmo.

Per crescere bisogna imparare. Per imparare bisogna avventurarsi nel territorio ignoto, in cui non si conosce cosa potrebbe accadere.

Questo, pensiamoci bene, accade in ogni contesto della nostra vita: dal gioco, agli hobby, al lavoro.

Facile come andare in bicicletta”… si … ma chi non ha dovuto sfidare quella paura di lanciarsi per la prima volta senza rotelle (nemmeno una!)?!

Leave your comfort zone

Qualsiasi situazione della vita quotidiana è una potenziale opportunità di apprendimento, che ci mette di fronte all’ennesimo primo passo.

Il “Learning Zone Model, sviluppato dal pedagogo tedesco Tom Senninger, è un modello utile per illustrare le situazioni di apprendimento.

Conosciamo già i nostri immediati dintorni, che formano la nostra zona di comfort.

Nella Comfort Zone le cose ci sono familiari: ci sentiamo a nostro agio e non dobbiamo correre rischi. La Comfort Zone è importante, perché ci offre un posto in cui tornare, per riflettere e dare un senso alle cose, un rifugio sicuro.

Sebbene sia comodo rimanere nella nostra Comfort Zone, per crescere bisogna abbandonarla, per esplorare ciò che è (ancora) ignoto.

Learning Model Zone

Si entra così nella zona di apprendimento (Learning Zone) , che si trova appena al di fuori del nostro ambiente sicuro. Solo nella Learning Zone possiamo crescere e imparare, vivere la nostra curiosità e fare nuove scoperte, e quindi espandere lentamente la nostra Comfort Zone acquisendo maggiore familiarità con più cose.

Entrare nella nostra Learning Zone è un’esperienza borderline: sentiamo di esplorare il limite delle nostre capacità, i nostri limiti.

Ma per entrare nella  zona di apprendimento bisogna superare la nostra zona di panico (Fear Zone), in cui l’apprendimento è impossibile, poiché è bloccato da un senso di paura. Quella paura che non fa smettere di stringere quell’inutile dito e fare finalmente i primi passi soltanto con le proprie gambe.

E’ qui che maggiormente si tende a crearsi delle scuse, a farsi condizionare dal giudizio (spesso ipotetico) dell’altro.

Ma guardando negli occhi la paura, con le gambe ancora tremanti, c’è un momento in cui non resti più bloccato di fronte al problema, ma inizi quasi inavvertitamente a cercare una soluzione.

E’ qui che le tue competenze aumentano, è qui che la tua Comfort Zone sposta il suo confine.

Benvenuto nella tua Learning Zone!

Una volta che hai imparato qualcosa, non hai più timore di essa.

E’ un nuovo strumento, nelle tue mani. E sei pronto a crescere, a definire dei nuovi obiettivi, a trasformare un sogno in realtà.

A crescere. Eccola, la consapevolezza propria della zona della crescita, la Growth Zone.

Ebbene, le Arti Marziali e gli Sport da Combattimento sono tra le attività più impegnative a cui partecipare.

Hanno la fantastica capacità di portare le persone al di fuori della loro zona di comfort, in un posto in cui non vorrebbero mai trovarsi.

Quando si studia una tecnica, si ipotizza un contesto in cui poterla applicare, ma spesso in un combattimento vero (in contesto agonistico o meno) la situazione non è prevedibile, e ci si muove nel confuso limite dell’ignoto, in cui non hai idea di cosa stia per fare il tuo avversario. 

Anche l’allenamento nelle arti marziali e negli sport da combattimento non è sempre comodo, ti costringe a fare cose che normalmente eviteresti. La maggior parte degli allenamenti porta le persone in situazioni critiche, ma al tempo stesso le aiuta a gestire i fallimenti e a sviluppare capacità di auto-valutazione.

Un combattimento ti costringe ad affrontare le situazioni e a fronteggiare i problemi, a mettere in pratica e ad adattare a quel preciso momento il tuo bagaglio di conoscenze e di esperienze.

E alla fine aiuta la tua persona a crescere.

Perchè, allenandoti, alleni la tua attitudine a riconoscere la tua Comfort Zone, a superare la tua Fear Zone, a fronteggiare le situazioni nella tua Learning Zone ed essere pronto a crescere, pronto per la tua Growth Zone. Dentro e fuori dalla palestra.

‘If you want to feel secure

Do what you already know how to do.

But if you want to grow…

Go to the cutting edge of your competence,

Which means a temporary loss of security.

So, whenever you don’t quite know

What you are doing

Know

That you are growing…’

(David Viscott, 2003)

Rome Fall International Open 2019 | Brazilian Jiu-Jitsu Federation European NOGI Championship | Campionato Regionale di Puglia e Basilicata FIKBMS

IBJJF-Rome-European-No-Gi

Strepitoso weekend di #brazilianjiujitsu e #kickboxing per la nostra Accademia!

E’ venerdi.

È mattino.

Ostia è in fermento. Macchine, taxi e navette per strada raggiungono il Palapellicone per il weekend dell’Ibjjf che vedrà in scena il Campionato Internazionale Roma Open con il Kimono e il Campionato Europeo senza Kimono (NO-GI) di Jiu Jitsu Brasiliano.

Pochi semafori da passare, sul lungomare sembra non farsi vivo nessuno, qualcuno fa footing (chissà se è un atleta che deve perdere peso??!!).
Per capire da quale cancello accedere basta seguire il formicaio di persone che entra ed esce dal Palazzetto.
E’ sufficiente accodarsi a chi ha un borsone, un cappellino, una felpa con su scritto “BJJ”, le orecchie malconce “a cavolfiore” ed è pallido in viso:

non puoi sbagliarti, quello é un lottatore! É da qui che si entra!

Prendiamo un caffè al Bar e iniziamo.

IBJJF-Rome-European-No-Gi

Gran parte dello staff dell’ Accademia è stato reclutato per lavorare al Campionato.

L’odore è lo stesso di ogni anno, adrenalinico, denso e caldo. A tappezzare le nove aree di gara per la lotta, la tipica pavimentazione gialla e blu di tatami.

I microfoni senza sosta chiamano all’appello tutti gli iscritti alla gara. I coordinatori di area camminano con passo metropolitano accompagnando gli atleti al tatami tra grida, foto ed incitamenti. L’ arbitro fa segno di entrare e si inizia.

“Combate”

è il comando che indica l’inizio della lotta

In maniera ordinata si alternano lottatori forti, precisi e veloci.
Tra le facce esauste di chi non ha voluto mollare, tra campioni che si dimenano come gorilla ed altri che sguisciano come anguille, tra guerrieri fasciati e incerottati per intero che con grinta e pazienza avanzano centimetro dopo centimetro con i muscoli tesi e il sudore che sgorga da tutti pori, tra i respiri affannati e i kimoni ormai sgualciti e madidi di sudore, c’è anche una lucana: la nostra Alessia Podano.

Alessia Podano - BJJ - Potenza

Sembrano passati pochi minuti da quando al check ha fatto l’operazione di peso, ma già passano i titoli di coda. Una prima lotta impeccabile nei sedicesimi vinta ai punti, una vittoria per “DQ” agli ottavi ed una sconfitta che lascia l’amaro in bocca nell’ultimo minuto delle semifinali, condotte in vantaggio per gran parte del match.

Alessia Podano - Bronzo - Rome International Open 2019

Con gli occhi e il faccino simile a quello di un bambino cui è appena caduto il cono gelato sul marciapiede davanti alla gelateria, Alessia scende dal tatami dopo essersi complimentata con l’avversaria che l’ha appena battuta. Una ragazza come tante che, quando ha iniziato, sembrava non avesse nulla a che fare con un mondo in cui a volte la grazia si perde e i movimemti sono simili a quelli delle bestie che si scontrano tra le mandrie della savana…il tutto per cercare di ripiegare al meglio il kimono come per metterlo in valigia, ma questa volta con dentro l’avversario.

Alessia Podano - Bronzo Rome International Open 2019

Bronzo al collo per l’atleta del Budo Clan del Mestre Dario Bacci allenata dal Professor Massimiliano Monaco.

Campionato Regionale di Puglia e Basilicata FIKBMS

Campionato Regionale Puglia e Basilicata

Mentre continuano le lotte nel Lazio, un altro gruppo di fighters dell’Accademia parte alla volta di San Giorgio Ionico per i Campionati Regionali di Puglia e Basilicata FIKBMS di Kickboxing e il Trofeo di Contatto Pieno, accompagnato dal Presidente Bartolo Telesca e dal maestro Massimiliano Monaco tornato nella notte in terra lucana per supportare i “Suoi”.

Giuliano Marzano, protagonista di una stagione  2018-2019 straordinaria, fa il suo esordio nei Seniores con una prima serie nella categoria di peso Superiore. Non potevamo aspettarci di più. Bellissimo match, combattuto fino alla fine, perso ai punti.

Emanuele Colella, esce al primo turno contro un avversario davvero bravo, ma non si lascia intimorire e porta a termine il suo match, strappando un bronzo perché solo in quattro in categoria.
Luigi Simone bronzo, passa il primo turno nei sedicesimi e perde ai punti in semifinale.

Due i titoli regionali:
Il primo grazie alla perfetta prestazione di Marika Telesca ed il secondo conquistato da Simone Fabrizio, che dopo un inizio strepitoso agli ottavi arriva fino in finale contro un avversario più esperto sulla carta che si è subito fatto notare. Fredda e lucida la sua prestazione. Astuzia e Tecnica gli permettono di indossare l’oro al collo.

Infine, merita un plauso anche il nostro Lorenzo Losasso, emigrato a Roma per ragioni di studio, da sempre motivo di orgoglio per la nostra Accademia: sabato 19 ottobre ha affrontato il campione europeo di KickLight BMN al Trofeo Città di Roma! Siamo fieri del match da lui disputato.

Lorenzo Losasso Kickboxing

Siamo ancora all’inizio. Abbiamo appena finito il riscaldamento.

Kickboxing Junior Potenza

Stay tuned!

Il grande successo del “BEAT IT” – Potenza Combat Event 2019

Kickboxing Potenza

Corazze, elmi, spade, scudi e schinieri, sembrano essere stati sostituiti dalle più comuni “protezioni” che permettono ad atleti coraggiosi di confrontarsi, in tutta sicurezza, nelle splendide arti delle discipline da combattimento, alla decima edizione del Potenza Combat Event a Potenza.

Il caldo è arrivato da pochi giorni in questa città di montagna, il sole è coperto dalle nuvole, qualche goccia di pioggia inumidisce la strada del centro, mediamente deserta nelle prime ore del sabato mattina.

Si alzano le prime saracinesche. Oltre a qualche rumore sordo si sente il tintinnio dei cucchiaini nelle tazzine da caffè. Non più di tre o quattro passanti e qualche anziano, con le mani giunte dietro alla schiena ricurva, si fermano incuriositi a guardare i ragazzi dell’Accademia che allestiscono la piazza “Prefettura”.

Potenza Combat Event - Beat It 2019 - Briefing

C’è un palco montato dal Comitato Più Sport che ci ha invitato nel più grande evento sportivo cittadino. C’è un ring che ha ospitato il “Memorial Luciano Brucoli”, organizzato dalla Boxe Potenza e dal M. Giuseppe Gruosso.

Giuseppe (Liuzzi), Nicola (Palermo) e Alfredo (Falconieri) sono all’opera. C’è Bartolo (Telesca) e il suo buon umore contagioso. Biagio (Tralli) sembra aver rotto il salvadanaio e con gli spiccioli paga alla macchinetta il parcheggio del centro storico.

La scaletta è pronta, il copione è scritto, Gianni (Befà) dispensa sorrisi.

Alessandra (Sprovera) e Mariarosaria (Faruolo), con il loro savoir faire alla sergente Hurtman di Classe di Ferro, controllano e ricontrollano gli ultimi dettagli insieme alla direttrice di gara (e dell’Accademia) Serena (Lamastra). La DONNA senza la quale il BEAT IT sarebbe potuto rimanere un comune nome di gomme da masticare che chiedi come resto al tabacchino.

Alessandra Sprovera - Mariarosaria Faruolo

Poco dopo arrivano Giampiero (Parisi), Giuseppe (Lorusso), Gerardo (Di Nuzzo) e le ragazze per la sfilata (Maria Pia Lauretta, Nives Aiello Blasi, Chiara Vaccaro ed Helenia Tramutola) con gli abiti realizzati dalla stilista Valentina Giura.

Le battute non riescono a distrarci. Siamo agitati, emozionati, come i bambini che nel pomeriggio faranno l’esame del passaggio di cintura insieme ai nostri istruttori e quelli della Kick Boxing team Biagio Tralli.

Kickboxing Potenza - esame di cintura 2019

Peso e visite fatte. Ci raggiungono tutti. Atleti, coach, ospiti e sponsor, si avvicinano in tanti.

La piazza è gremita.

È tempo del BEAT IT.

Under Card

Gianni Befà e Francesca Iuorno, in veste di presentatori per l’occasione, salutano il pubblico.

Gianni Befà - Francesca Iuorno

Michael della Giù. ne. gia. è pronto per il suo assolo, la folla si accalca sulle ringhiere, il clima è da Arena e si inizia subito FORTE.

Michele Martoccia - Micheal Jackson Impersonator

I match sono veri e duri. Tutti. Nessuno escluso. Gli arbitri capiscono che ci sarà da lavorare. La tensione e l’eccitazione si tagliano a fette. In piazza “Prefettura” tira un vento di adrenalina.

I match

Nella lowkick Giulio Mecca vince su Alessandro Di Meglio.

Lorenzo Chierca perde per K.O. ad opera di un portentoso Claudio Ruggieri che lascia il pubblico a bocca aperta, come quella delle emoji di WhatsApp.

Ottimo l’esordio di Mario De Paola vittorioso su Nicola Corrado.

Luigi Venezia strappa la vittoria a Giulio Laurino.

Nella Kickjitsu Simone Savino e Leonardo Zaccagnino, nonostante la loro giovane età, danno vita ad un match agguerritissimo che vedrà Zaccagnino vincere ai punti.

A questo punto, il talento Lucano Rossella Monaco sale sul ring e come le sirene attiravano i marinai, richiama alla piazza tutti i passanti con la sua splendida voce nel brano di Micheal Jackson “Who’s loving you

Rosella Monaco

Adesso la piazza è stracolma.

Chiudono l’Undercard i deliziosi match di KickLight di Cristian Locantore vs Emanuele Colella, parimerito; Claudio Kaloski vs Simone Fabrizio, parimerito; Rahull Kumar vs Luca Lovallo, parimerito.

Locantore vs Colella

A bordo ring comincia a crescere l’attesa per i match della main card. Ci sono atleti di spicco, tra cui Giuseppe Di Cuia, campione del mondo di full contact e Giampiero Parisi, vincitore SKT; ci sono i nostri sponsor, maestri e coach accorsi da tutta la Regione.

E’ tempo di riconoscimenti e ringraziamenti, vengono consegnate le “targhe” al presidente dell’Accademia, Bartolo Telesca, al nostro atleta Victor Garaba, per i brillanti risultati ottenuti a livello internazionale, al campione di full contact Giuseppe Lorusso, all’amico e Campione Donato Verrastro, per anni membro della nazionale FIKB, al tecnico della Nazionale M° Biagio Tralli Campione del mondo e amico, con amicizia profonda, rispetto e stima al Maestro Giuseppe Gruosso, al neo Sindaco Mario Guarente, che a sua volta ha premiato il nostro Maestro Massimiliano Monaco, a Serena Lamastra che, come Gianni Befà ha ben sottolineato, “se c’era qualcuno da premiare questo qualcuno è lei, perché lei è sempre pronta a dare”.

Il cielo sullo sfondo del Palazzo del Governo non è più azzurro, è sera ormai, l’orologio illuminato segna le nove e il palco inizia a prender vita con la presentazione delle cinture da assegnare ai fighters vincitori della main card da parte delle nostre guerriere Nives Aiello Blasi, Helenia Tramutola, Chiara Vaccaro e della modella Maria Pia Lauretta negli abiti della stilista Valentina Giura.

Beat It - PCE 2019

Salgono poi sul palco gli atleti della main card, Giovanni Salvia e Antonello Parente del Comitato Più Sport, Natalia Titova madrina dell’evento, il nostro D. T. Massimiliano Monaco e il presidente Bartolo Telesca, che ringraziano gli organizzatori della Festa dello Sport e salutano la città di Potenza. É il momento di ballare con Michael della Giu.ne.gia. sulle note di “Beat it” di Michael Jackson, sotto lo scintillio dei fuochi d’artificio.

Ntalia Titova

Inizia così la main card.

Il primo, è un match di KickLight, dove Antonello Verrastro e Lorenzo Losasso non si risparmiano. Colpo su colpo, intensità alta, vince Losasso per qualche colpo in più portato a segno…probabilmente i calci girati che ha tentato sin dalla prima ripresa.

Casalino vs Santoro

Segue l’unico match femminile della serata, Ilaria Santoro vs Alessia Casalino. Le due si studiano, si muovono, si colpiscono ripetutamente. Scambi molto tecnici. Vince Santoro che festeggia così anche il suo compleanno.

Vincenzo Lombardi vs Antonio Musto era il match fuori programma, inserito nella card all’ultimo momento e che avrebbe meritato un posto vicino al main event per l’intensità del round. Bombe a mano dal primo scambio. Vince Musto e cede la vetrina a Luigi Dimichino e Carmine Rutigliano.  È ora del K1, dove sono consentite anche le ginocchiate, Carmine ha più esperienza ed ha un bouquet di tecniche forbito, Luigi non indietreggia mai e non si sottrae allo scontro, in nessuna occasione. Vince Rutigliano ma Diminichino può essere davvero soddisfatto del suo esordio.

Questa serata é uno spettacolo, pensato per tutto un anno, un’idea fissa che non ti lascia dormire, come il prurito di una puntura di zanzara sulla caviglia, in una notte calda di estate.

Kickboxing Potenza

Tutti i pezzi si sono incastrati perfettamente come per magia e, a proposito, il Mago Giovix sfida il pioniere delle arti marziali della Basilicata Gianni Befà in uno spettacolo di escapologia, prima di lasciare lo sguardo dei presenti sul tanto atteso match Damiano Dimagli vs Giuliano Marzano.

Marzano vs Dimagli

 I due sembrano dire, “a Me gli occhi!”. Leve lunghe e calci alti per Dimagli, parte bene ma Marzano lo contrasta con il corpo a corpo ed i lowkick. Sulla distanza delle tre riprese la strategia di Marzano risulta vincente, e si aggiudica la Prima Cintura in Palio.

Giuliano Marzano - Potenza Combat Event

Il match Francesco Tumminello vs Michele Dichio vede un verdetto discutibile a nostro avviso nel K1. Vince Tumminello in un match tiratissimo che, secondo il nostro D.T. Massimiliano Monaco “avrebbe visto qualcosa in più da parte del lucano Dichio, a fronte anche di un richiamo”. Questo dilemma evidenzia ancora una volta la caratura elevata della Card, che non ha regalato match facili a nessuno.

“Appellerei il maestro Clemente come un “SIR” continua Massimiliano, “Sir Gino non ha bisogno di presentazioni e, in quanto a fair Play, ne è stato maestro indiscusso. Visibilmente stupito, con la faccia di chi ha mandato giù un boccone amaro, ha guardato con comprensione e stupore il suo campione e battuto le mani al suo avversario. Se dovessi mettere il KO of The Night, sarebbe questo il gesto che ha steso tutti”.

Di tutt’altra pasta il coach di Francesco Giannuario che non riesce ad essere posato per il verdetto (ingiusto a suo avviso) vs Antonio Gravela nel main event, che vede appunto vittorioso il campione del mondo Gravela. La compostezza di Antonio, del suo angolo e di tutto il pubblico non permettono ad una serata così di essere scalfita da nessun gesto. Il messaggio di scuse da parte del coach Luca, rivolto anche al pubblico, arriverà via whatsapp il mattino seguente.

Colucci vs Micelli

Arriviamo al match di shootboxe Piero Micelli vs Domenico Colucci. Che avesse uno score 9-0 lo sapevamo, ma che si scagliasse come una furia dal primo secondo contro Domenico non ce lo potevamo aspettare. Colpi dritti, secchi e precisi colpiscono Domenico più volte. Domenico indietreggia e non riesce a rispondere con nessuna combinazione neanche nei momenti in cui Micelli prende pausa. Ancora qualche tecnica: ginocchiate, proiezioni e ground and Pound, Domenico indietreggia e subisce l’aggressività di Piero.

La fortuna aiuta gli audaci. Non cede Domenico, stringe i denti e ci prova. E’ in svantaggio completo quando afferra il braccio dell’avversario e chiude una perfetta Kimura che sottomette Micelli che purtroppo si infortuna. A lui gli auguri di una pronta guarigione.

Domenico Colucci vince il Beat It

Colucci vince. E vince il “Beat It”

Un evento a dir poco fantastico, realizzato grazie all’impegno di tutta l’Accademia, dei genitori, degli amici, dei sostenitori, di tutta la grande famiglia sportiva che si è stretta attorno ad un ring che ha ospitato un grande spettacolo.

Più che soddisfatto il nostro Maestro Massimiliano che, con il volto un po’stanco e la voce persa ma pur sempre spiritato e adrenalinico, ha affermato “questo Galà è la vittoria di chi non smette mai di crederci”.

FIKBMS Basilicata - BEat It - pce 2019

Entusiasmo anche tra i ragazzi dello staff, orgogliosi della riuscita dell’evento e del loro Maestro, che pensa sempre in grande, che non smette mai di avere idee nuove, che consente a questa città di vivere esperienze uniche e emozionanti come questa.

E’ tardi ormai. La piazza si svuota, le luci si spengono, il ring viene smontato. Lo spettacolo è finito. E mentre l’alba comincia a sorgere…

c’è chi non dorme e pensa già…all’anno che verrà!

A breve la gallery completa del Potenza Combat Event 2019 “Beat It” e l’aftermovie dell’evento.

Non perdertelo! Seguici sulla pagina ufficiale POTENZA COMBAT EVENT.

Una “scorpacciata” di #kickboxing e #jiujitsu – Giornata Nazionale dello Sport 2019

Accademia Arti Marziali Matera

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era disperazione.”

N. Mandela

Convinti di questa idea domenica 2 giugno abbiamo partecipato alla XVI Giornata Nazionale dello Sport che si è celebrata a Matera e, contemporaneamente, in tantissime piazze italiane.

Accademia Arti Marziali Matera

Il tutto si è svolto sotto la direzione del CONI che, in coordinamento con le associazioni, gli organismi sportivi e gli Enti Locali operanti nel territorio lucano, ha dato linfa ad una giornata volta a promuovere e a valorizzare la funzione educativa e sociale dello sport quale fondamentale fattore di crescita e di arricchimento dell’individuo, di preservazione della salute, di miglioramento delle qualità della vita e di responsabilizzazione e rafforzamento della società civile.

Noi abbiamo fatto una vera e propria scorpacciata di Kickboxing e Brazilian Jiu Jitsu in piazza San Francesco D’Assisi, sotto un sole che ha reso l’atmosfera calda e briosa e ha consentito a tutti i partecipanti e agli osservatori di divertirsi e di godere a pieno di questa manifestazione.

L’allenamento di Kickboxing ha permesso a tutti i tecnici lucani partecipanti di dare il loro contributo e suggerimenti sportivi, arricchendo così il bagaglio culturale di tutti gli atleti presenti. La seduta di allenamento di circa 2 ore all’aperto é terminata con uno sparring collettivo, così com’è stato per il brazilian jiu jitsu.
La lezione di bjj, tenuta dal M. Tricarico, è stata l’occasione per tutti i curiosi di poter avere un assaggio di questa disciplina la cui pratica sta prendendo velocemente piede sul territorio nazionale.

Ad entrambi gli allenamenti hanno partecipato anche tantissimi bambini e donne, a riprova del fatto che gli sport da combattimento sono per tutti!!

La dura vita di un allenatore.

Massimiliano Monaco - Aurora Pascale

Se vi ha mai incuriosito la figura del vostro allenatore e vi siete chiesti come fa ad essere al tempo stesso un tecnico, un educatore, un organizzatore e un leader, vi proponiamo di leggere l’articolo “Siamo allenatori, ma chi ce lo fa fare?” scritto da Valentina Lucconi, allenatrice e ex campionessa di nuoto pubblicato su SWIMSWAM.

Ogni giorno di corsa.

Parti la mattina con la borsa per il lavoro e la borsa per l’allenamento.

Due agende, due cambi, due vite.

Tutto doppio per una persona sola.

E’ una vita particolare quella dell’allenatore.

Al di là che tu lo faccia come primo lavoro o come seconda attività, la musica non cambia.

Massimiliano Monaco - Aurora Pascale

E’ una corsa continua per arrivare ad un obiettivo o semplicemente per dare risposte a domande di altri.

‘’PERCHÉ NON VALGO NULLA OGGI?’’ 

‘’PERCHÈ NON MIGLIORO?’’

“PERCHÉ MI SENTO STANCO?’’ 

Ogni giorno provi a capire lo sguardo del tuo atleta che ti dice ‘’stammi vicino e tienimi lontano’’.

Massimiliano Monaco - Gioiele Aiello Blasi

Sembra facile da fuori.

Un cronometro, un po’ di lavoro, due parole e passa la paura.

Magari fosse così semplice.

Dietro quelle due ore o poco più al giorno di allenamento c’è un mondo.

Un insieme di tasselli che compongono un quadro complesso di programmazione fisica e mentale.

Massimiliano Monaco - Gianni Befà - Campione del Mondo Full Contact

“SI LAVORA UNA VITA PER AVERE UN SOLO ATTIMO DI FELICITÀ.” 

Hai a che fare con uomini e donne di età, vite e famiglie diverse.

E Sei UMANO.

Ogni tanto te lo dimentichi, ma è così.

Sei fatto di fragilità, di paure e troppo spesso rispondi alle esigenze degli altri e non alle tue.

Ma il tuo ruolo è questo: essere un punto di riferimento in mezzo a mille dubbi.

Massimiliano Monaco - Lorenzo Losasso

Non puoi permetterti di crollare, non fino a quando c’è qualcuno che cerca il tuo sguardo in mezzo a quello degli altri.

E’ una vita difficile da comprendere.

Ore al caldo, a urlare, incitare, motivare a non essere apprezzato da tutti eppure sempre pronto a difendere il tuo mondo, il tuo lavoro, i tuoi atleti.

Circondato dalle lacrime di fatica, con la visione chiara ed un percorso definito che solo tu puoi condurre.

Porti i tuoi atleti a quell’ appuntamento preparato per mesi e sei uno spettatore speciale con i brividi lungo la schiena.

E ti chiedono di continuo:

MA CHI TE LO FA FARE? 

Chi te lo fare di essere parte integrante della crescita di un adolescente, di chiedergli sempre “come va?”, di sentirti giudicato.

Amici, conoscenti, genitori, parenti tuoi o degli atleti, ognuno di loro almeno una volta ti ha posto questa domanda e forse l’unica cosa che hai saputo rispondere è ‘’Non lo so ‘’. O forse lo sai.

Non esistono emozioni più grandi provate se non dentro a quella piscina, (su quel tatami! –ndr-)  in quei momenti così rapidi cristallizzati per sempre nella tua mente e nel tuo cuore.

Metti troppo spesso da parte la tua vita per seguire quella di altri.

Massimiliano Monaco - Kickboxing - MMA - BJJ

Sei un umano con superpoteri!

Sbagli, ma fai anche cose eccezionali nella tua vita e nella vita di chi ti sta intorno.

Allora, chi te lo fa fare? La passione. La voglia di dare agli altri quel sostegno che tu hai avuto prima al posto loro.

Chiunque può fare l’allenatore, Esserlo è diverso.

Sei umano.

Sei un umano con superpoteri.

In sintesi,

Sei un ALLENATORE!

Massimiliano Monaco - Campione del Mondo Atlanta

Valentina Lucconi – ITA

Ex atleta professionista di nuoto dal 2006 al 2011, appassionata di economia, di sport e di tendenze, trova importante la comunicazione e lo scambio di opinione per la crescita personale ed aziendale. Allenatrice di nuoto squadra agonistica Vela Nuoto Ancona e membro del Gruppo Amici per lo Sport di Falconara (associazione che si occupa in forma volontaria di organizzare eventi sociali e sportivi sul territorio marchigiano). Ama viaggiare, il buon cibo e lo sport.

Citazione preferita: ‘’Fosse stato semplice, lo avrebbe fatto qualcun altro‘’.

Nella carriera agonistica ha collezionato 27 Medaglie ai campionati Italiani (di cui un Oro ed un Bronzo a livello assoluto), 5 medaglie ad eventi internazionali e 3 record italianicategoria Juniores.

Come atleta Master ha conquistato 4 record italiani in vasca corta (50-100-200 dorso e 200 misti). I record italiani in vasca lunga sono due: 100 e 200 dorso. Campionessa italiana 2017 nei 100 e 200 dorso.

Campionessa Mondiale a Budapest nel 2017 nei 100 e 200 metri dorso, con Record dei Campionati.